Il programma

Autonomia regionale e riforme istituzionali:

  • Decentralizzazione dello Stato attraverso la creazione delle autonomie regionali; alle Regioni (eventualmente accorpando le più piccole e creando un fondo perequativo) viene riconosciuta una completa autonomia amministrativa, legislativa, fiscale, giudiziaria.
  • Riduzione del numero dei parlamentari : Senato massimo 150 senatori; Parlamento massimo 250 deputati.
  • Abolizione di tutte le Province ed accorpamento dei Comuni riducendoli dagli attuali 8.800 a 3.000, ottenendo una necessaria razionalizzazione delle spese ed economie di scala e garantendo al tempo stesso un miglioramento della qualità dei servizi erogati ai cittadini.


Fisco:

  • Riscossione diretta delle imposte da parte delle Regioni e superamento della Tesoreria Unica statale. La maggior parte delle imposte saranno trattenute dagli enti locali. Il contributo necessario alle funzioni centrali dello Stato sarà trasmesso dalle Regioni, invertendo il meccanismo odierno.
  • Contrasto all'evasione fiscale, adottando anche un sistema fiscale che permetta di scaricare tutte le spese.


Ambiente:

  • No al nucleare.
  • Sostegno alla ricerca e all'uso civile ed industriale delle fonti energetiche alternative rinnovabili. Realizzazione di un solo termovalorizzatore per ogni Regione ( salvaguardando quelli esistenti oggi ), investimenti per l'aumento ed una maggiore efficacia della raccolta differenziata. Incentivare l'uso del compost di qualità, stop all'uso dei fanghi civili in agricoltura.
  • Risanamento delle zone segnate da degrado ambientale (ad esempio scavi, cave, ecc.) e lotta all'abusivismo edilizio. Abbattimento di tutti gli edifici abusivi nelle zone di pregio ambientale, paesaggistico e di rilevanza turistica e culturale.
  • Incentivi per il recupero edilizio (diminuzione degli oneri di urbanizzazione), contrasto ad un'eccessiva ed immotivata cementificazione.


Lavoro:

  • Introduzione della Contrattazione Regionale. Diversificare la retribuzione nelle varie aree del Paese per garantire ai lavoratori un potere di acquisto della busta paga commisurato al reale costo della vita della Regione in cui vivono, al fine di ristabilire l'equilibrio retributivo.
  • Ritorno alla formazione dei giovani direttamente nelle aziende (proseguendo sul rilancio dell'apprendistato) con incentivi fiscali importanti per le imprese.
  • Equiparazione normativa e fiscale delle cooperative di lavoro con soci lavoratori alle altre aziende.
  • Snellimento delle procedure d'impiego per i lavori stagionali o saltuari.
  • Equiparazione totale della normativa per i dipendenti pubblici e privati.
  • Defiscalizzazione del lavoro straordinario consentendo al lavoratore di guadagnare di più senza gravare ulteriormente sul datore di lavoro e quindi contenendo il costo del lavoro; ciò significa permettere al datore di lavoro di effettuare molte lavorazioni in proprio limitando l'impiego dei terzisti e quindi salvaguardare la professionalità e la stabilità dei lavoratori.
  • Precedenza nei concorsi pubblici territoriali ai residenti della Regione.
  • Aumento dei controlli per contrastare il lavoro nero e le aziende abusive (che danneggiano pesantemente le imprese regolari, creando una concorrenza spietata e sleale).
  • Misure di sostegno per le piccole e medie imprese, tra cui l'accesso al credito.

 

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